Prendete il grunge direttamente dal vecchio stampo, riesumate i riff sporchi dei maestri Nirvana, unite gli assoli stralunati in stile Queen of The Stone Age, una manciata delle melodie made in Italy dei moderni Afterhours, caricate il tutto con una buona dose di ironia, e rabbia quanto basta per gridare dalla prima all'ultima parola dell'album, a questo punto... SHAKE! Miscelare per credere, il risultato è un disco che difficilmente potrete ignorare, l'effetto è simultaneo, “Effetto Bukowsky”.